Storia della moda

“Di qua dal Paradiso”

Quante volte nella storia della moda capita che un indumento intimo si trasformi in qualcosa di iconico? Se state pensando al corsetto di Jean Paul Gaultier indossato da Madonna per il suo tour del 1990, ci siete vicini, perché oggi vi racconto la storia della maglietta bianca!

Dagli umili natali, questo indumento compare già nel Medioevo e viene indossato sia per proteggere la pelle dai tessuti ruvidi che per proteggere gli altri capi dal sudore. In questo periodo è in lana, seta o lino e la finezza del tessuto dipende unicamente dallo stato socioeconomico di chi la indossa, mentre la lunghezza dell’orlo e dei polsini dipende dallo stile preminente di quel momento storico. Negli anni successivi, il compito di protezione passa alla camicia e la t-shirt bianca riappare nell’Ottocento, grazie alla crescente attenzione per la cura personale.

La maglietta bianca assume la sua forma definitiva (maniche corte, girocollo e taglio dritto che conferisce la classica sagoma a forma di “T”) nel 1898 quando l’esercito americano la inserisce nelle uniformi dei soldati e, in alcune missioni in posti particolarmente caldi, viene usata anche come indumento da esterno. Nel 1901 l’azienda Hanes diventa il fornitore ufficiale dell’esercito americano e nello stesso periodo inizia anche a pubblicizzare questo indumento per i cittadini. Per fare ciò si servono di quella che amo definire un’estetica ambigua: da un lato la maglia viene indossata da padri di famiglia e uomini virili, indicando nelle reclam quanto fosse facile la sua manutenzione, dall’altro si strizza l’occhio a un’estetica virile sessualmente ambivalente, anticipando così di molto i tempi.

Ma il termine “T-shirt” è stato utilizzato fino a questa riga abbastanza impropriamente, perché si attribuisce allo scrittore Francis Scott Fitzgerald la prima menzione di questo termine nella suo libro “Di qua dal Paradiso” del 1920: “(…) six suits summer underwear, six suits winter underwear, one sweater or T shirt, one jersey, one overcoat, winter, etc.”

L’ambiguità della quale parlavamo prima esplode in modo incontrollato dopo la Seconda Guerra Mondiale e i primi ad appropriarsene sono i registi di Hollywood. James Dean e Marlon Brando la indossano con giacche di pelle e jeans. Tutti la portano, anche e soprattutto come gesto di ribellione contro le vecchie generazioni. Diventano portatrici di messaggi, vengono usate come simbolo di appartenenza e come veicolo per messaggi pubblicitari.

Alla fine degli anni Ottanta, con l’ascesa del minimalismo e di stilisti come Calvin Klein, Giorgio Armani e Jil Sander viene utilizzata come capo essenziale del guardaroba contemporaneo, diventando così un oggetto di design.

Suo malgrado, la T-shirt bianca diventa anche simbolo delle implicazioni etiche ed ecologiche di una fin troppo rapida produzione e distribuzione globale nel settore moda.