In occasione del centenario della Bottega Storica Lucarda

Diari di Bordo di un secolo Lucarda

Mostra Antropologica curata da

Elena Scovazzi

and

Francesco Cevasco

Con la collaborazione artistica di
Ludovica Basso, Clorophilla Studio

La mostra è stata supportata da

Arianna, classe 1997, è una biologa marina, ed è originaria di Reggio Calabria. Si innamoradel mare dagli scogli di Scilla, il suo luogo del cuore. Lì mette a fuoco i suoi desideri edobiettivi per il futuro. Intraprende gli studi in biologia marina con un focus sullaconservazione dell’ecosistema in Inghilterra, e successivamente prova diversi lavori prima discoprire la sua vera passione, la Citizen Science. Ha poi fondato Outbe: start-up che hal’obiettivo di connettere gli amanti dell’outdoor, i progetti scientifici e le aziende; grazie allaCitizen Science anche chi fa vela o pratica sport in mare può contribuire a raccogliere datiutili alla scienza e finalizzati alla salvaguardia del mare. Per proteggere il mare, secondoArianna, bisogna innanzitutto conoscerlo, e per conoscerlo, bisogna viverlo. Arianna hafatto la guida subacquea per tanti anni, ha portato la gente per mare col kayak e sup; praticasurf e vela fino al livello agonistico: tutti modi per vivere, conoscere, e quindi poter aiutare ilmare. Oggi, i sogni e le ambizioni di Arianna non hanno limiti: con il suo ragazzo hanno inprogramma di sistemare una barca a vela per viverci, e con un’altra di intraprendere il girodel mondo per mostrare e insegnare alle comunità di persone come possano essere d’aiuto,con semplici strumenti, agli scienziati professionisti che hanno bisogno di dati.

Marco, classe 1971, è figlio di un profugo istriano che si trasferì a Genova dove incominciò anavigare tra mari ed oceani per armatori e compagnie quali i Marsano e Lloyd Triestino,ottenendo la medaglia d’oro di lunga navigazione dopo 40 anni di carriera. Influenzato dallastoria di famiglia, anche Marco sentì il richiamo del mare ma su consiglio del padre decise dilavorare in porto, che vedeva come un compromesso tra terra e mare che permettesse di nonsoffrire eccessivamente la lontananza dagli affetti e dalla famiglia. A Calata Marinetta, Marcotrascorre 20 anni della sua vita, e li ha potuto osservare i cambiamenti che hanno interessatoil tessuto sociale e commerciale del porto di Genova, che una volta era crocevia di scambiumani ancora più intensi di oggi. Il richiamo degli affetti è però più forte che quello delmare: ancora una volta Marco sceglie di avvicinarsi di più a terra quando in occasione dellanascita di suo figlio lascia il porto per andare in Ansaldo dove lavora per altri 20 anni.Lucarda Marco lo conosce fin da piccolo: il padre ci comprava abbigliamento da lavoro. Ilnegozio lo ha sempre affascinato: se il porto è un ponte tra terra e mare, così Lucarda, perMarco, è un ponte tra la Genova di un tempo e la Genova di oggi.

Enrico, classe 1955, Genovese, respira l’aria di mare fin da bambino. Con il nonnospedizioniere ed il papà comandante - uno dei fondatori dell’Istituto Radar a Genova, crescenaturale in lui il desiderio della vita in mare, ma il papà insiste perché faccia macchine inmodo da poter un giorno trovare un lavoro anche a terra, se lo desiderasse. Dopo il militareall’Accademia di Livorno, all’età di 23 anni si imbarca per la prima volta. Come il padre - cheaveva risalito anche il fiume Congo in stile “Cuore di Tenebra” di Conrad - Enrico naviga inlungo ed in largo per tutti i mari e gli oceani per 10 anni - vivendo numerosissime avventure-, prima di diventare poi ispettore. Come ispettore continuerà a seguire navi e cantieri intutto il mondo; oggi afferma “ho viaggiato talmente tanto che ora non mi manca più”. Enricoarriva ad esplorare anche i luoghi più remoti: dalla Patagonia alla Nuova Zelanda, all’Isola diPasqua in Sudamerica. Ha lavorato per la Navigazione Alta Italia, Cantieri del Tirreno eOttavio Novella Officine.Oggi insegna all’Accademia della Marina Mercantile e continua adandare per mare per passione, con la barca a vela. Il mare gli appartiene, come apparteneva atutta la famiglia: è stata la loro vita, ed hanno vissuto grazie al mare, che nonostante tutto ècapace di essere duro e cattivo, pur offrendo numerose opportunità. Fin da bambino, con ilpapà, frequentava Lucarda, ed ancora oggi continua a venire per acquistare non piùabbigliamento da lavoro ma casual e sportivo.

Antonio, classe 1958, ha origini Siciliane ma è Piemontese di adozione. La passione per ilmare incomincia con le letture di diversi romanzi da ragazzo, e con i racconti del papà e delnonno, che avevano avuto esperienze per mare durante la seconda guerra mondiale. A 15anni decide di imbarcarsi per la prima volta come piccolo di camera. Naviga per un anno maalla fine di questa esperienza - e per via della fatica della vita a bordo che non si aspettava -decide di provare a lavorare nei grandi hotel; per diversi anni la vita lo terrà lontano dal maresalvo una parentesi nella marina militare. A 24 anni decide di seguire il consiglio del padre,di fermarsi e mettere radici da qualche parte: entra così nella Polizia Municipale. Il marerimarrà per lui un desiderio latente, che non potrà soddisfare per molto tempo. Riuscirà peròa viverlo come diportista: avvicinandosi ai gruppi velici si appassiona ad un lato più ludicosportivo della navigazione, conciliando le diverse scelte e circostanze della vita con quellache è sempre stata una sua certezza fin da ragazzo. Ha navigato il Mediterraneo ma sognaancora il giro del mondo, forse in crociera. Così come trasferirsi a Malta, un giorno.

Sergio, classe 1963, è Siciliano di origini ma oggi vive a Genova. E’ comandante di diporto:arriva a fare il lavoro che fa quasi per caso, nonostante suo papà avesse girato il mondonavigando per la Società Italia. L’ambiente familiare gioca un ruolo nel suo desiderio daragazzo di partire per mare. Ma le circostanze non favoriscono la cosa, e per diversi anni sicimenta in altri lavori. Il destino lo riporta allo stesso punto più di 20 anni dopo: vienereintrodotto al mondo del diporto da un caro amico, e da quel momento non se ne allontanapiù. Dopo varie esperienza e studi, diventa comandante. Come ci tiene a sottolineare, il suoesempio mostra che è possibile cambiare vita con successo anche a 40 anni, e per questo nonbisogna rimanere dentro schemi fissi se il proprio cuore chiama altrove. Dopotutto Sergio è“il matto” nelle carte dei tarocchi, che come dice “è colui che stravolge le regole,l’anticonformista”… Una figura che mal si adatta alla gerarchia ed alla rigidità del mondodella nautica. Forse anche per questo Sergio non si sente del tutto un marinaio. Per lavoronaviga principalmente in Mediterraneo, ma la professione lo ha condotto fin oltre oceano,anche ai Caraibi. Oggi si gode il suo anno sabbatico, un anno di pausa dal mondo dellanavigazione per poi riprendere, sicuramente, con ancora più entusiasmo.

Luigi, classe 2002, è Milanese - e come ci tiene a precisare - Caprera è la sua seconda cittànatale. Papà amava la montagna, mamma il mare ma Luigi scopre da solo il suo vero amore: labarca a vela. Prende la patente nautica illimitata (fino a 24 metri) e ora è “comandante”;lavora anche come aiuto istruttore di vela a Caprera. Il mare, Luigi, pensa di viverlo forse piùper passione personale che per lavoro: lavorarci a tempo pieno teme possa togliere un pocodella poesia e del lato romantico che lo caratterizza. Riprendendo la distinzioneKierkegaardiana tra vita estetica e vita etica, per Luigi la barca è pura vita estetica, crea unbenessere che però è molto per se stessi; ma Luigi ha bisogno anche della vita etica, sentiredi contribuire a rendere il mondo un poco migliore di come lo ha trovato: e questo aspetto loriesce a concretizzare nei suoi studi di Economia alla Bocconi e sopratutto nell’impegnopolitico. In futuro sogna di trovare una dimensione che possa sintetizzare questi bisogni,l’impegno sociale e l’amore per il mare. Appena laureato, partirà in Barca Stop perattraversare l’Oceano Atlantico; una meta che sogna di raggiungere in barca è Montecristo.Rincorrendo orizzonti, in una Milano che educa a partire, Luigi per i prossimi anni si vedefuori, forse a fare un Dottorato in Economia, e magari dopo, insegnare all’Università.

Raffaele, classe 1953, è originario di Napoli. All’età di 3 anni si accende la scintilla del suoamore per il mare, che lo porterà a navigare per tutta la vita arrivando a diventareComandante Superiore. Si imbarca per la prima volta a 17 anni, sulla Raffaello della SocietàItalia. Per questa compagnia Statale, la più prestigiosa della storia Italiana, lavorerà dagliinizi fino al 2008, quando fu interamente privatizzata - le navi furono vendute per poco aiprivati e trasformate in crociere già a partire dagli anni ’70 e ’80, per via della concorrenzacon l’aereo che travolse il mondo dei transatlantici. Nella sua lunga carriera, Raffaele haaccumulato una quantità di miglia impressionante su rotte in direzione delle Americhe, traAtlantico e Pacifico. Decenni di imbarchi su quasi tutti i tipi di navi: oltre alle navipasseggeri, ha lavorato sui traghetti veloci della Baleària, sulle navi dell’armatore Risso, esulle Mega Carrier di Grimaldi. Raffaele è testimone di cambiamenti storici nel mondo dellamarineria, e tecnologici nel modo di navigare: fu uno degli ultimi a saper usare il sestante,Oggi il mare continua ad essere al centro della sua vita, infatti continua a lavorare nel legale enel forense e come sindacalista del settore dei marittimi. E’ stato uno dei pochi al mondo adessere nominato Pilota Onorario del Canale di Panama.

Jemma, classe 1990, è nata in Canada ma è cresciuta viaggiando e vivendo in molti luoghidiversi. Da 15 anni vive e lavora a New York, come produttrice nel mondo del cinema e dellafotografia. Da bambina, i genitori temevano ereditasse la loro paura dell’acqua, per questo lainiziarono molto preso al nuoto; Jemma arriva a competere a livello agonistico. Questo èanche il motivo per cui sostiene di poter vivere oggi a New York, perché è stata reclutata pernuotare, giocare a pallanuoto (e studiare) presso un'università di Brooklyn. L’acqua è unelemento molto importante nella vita di Jemma: tutti i luoghi in cui ha vissuto sono stati isoleo città costiere; anche quando viaggia, è sempre interessata a scoprire la cultura marittimalocale. Ha trascorso molto tempo su piccole imbarcazioni, canoe e kayak, con le quali haesplorato New York in maniera capillare. Mischief, è la sua prima barca a vela, comprata 2anni fa durante la pandemia: trovarono, con il suo migliore amico, una persona che vendevauna vecchia barca che si offrì di pagarli 100 dollari in contanti per prenderla! In seguitohanno imparato da soli tutto ciò che riguarda la vela. Per il futuro, non esclude di vivere suuna houseboat o su una barca-casa più grande; allo stesso modo sogna di diventare unamarinaia esperta un giorno e navigare mari ed oceani. Un grande sogno per un futuro nontroppo lontano è quello di circumnavigare tutta Long Island in kayak da mare (un viaggio dicirca 12 giorni).

Franco, classe 1950, è originario di un paesino in Calabria. L’acqua di mare scorre nelle venedi tutta la famiglia: nonno pescatore, papà in Società Italia e zio nostromo; Franco sente ilrichiamo del mare influenzato dai racconti del nonno, dalla vista dell’orizzonte dal paesinonatale e dal desiderio di scoperta e di avventura. Si imbarca dopo il Nautico e nel ’71 partecome marinaio semplice al militare. Successivamente, la sua voglia di rincorrere l’orizzontelo porta in giro per tutto il mondo, a solcare tutti gli oceani, imbarcato inizialmente sulle navipasseggeri che facevano la Polinesia partendo da Sydney, e passando poi - anche per cercaredi rimanere più vicino agli affetti - alle petroliere e gasiere come ufficiale di macchina. Dopo175 000 e passa ore - 20 anni - passati a bordo gli viene conferita la medaglia d’oro di lunganavigazione. Una vita passata in mare scandita dal passaggio di tutti gli stretti e lacircumnavigazione di interi continenti, ricca di ricordi ed aneddoti di avvincenti avventure -tra i quali i numerosi battesimi dell’equatore che ha fatto ai ragazzi. Ad accompagnarlo nellasua vita a bordo, e ancora prima negli anni della scuola e del liceo, sono le tute Lucarda, cheha sempre indossato e che preferiva a quelle che forniva la compagnia.

Beppe, classe 1965, è marinaio e titolare di Dimensione Vela che dal 1992 offre attività dinoleggio e scuola vela, crociere in Mediterraneo, gastronautica ed avvistamento cetacei.Beppe naviga a vela da quando è bambino. E’ stato il papà a trasmettergli questa passione,influenzata anche dal trisnonno marinaio. Quest’ultimo, navigando in Giappone, incontrò esi innamorò di una donna Giapponese, sposandola. Beppe impara dalla nonna - cheprobabilmente imparò a sua volta dalla trisnonna Giapponese - l’arte di sfilettare e prepararepiatti unici di pesce crudo (e cotto) pescato direttamente da lui o acquistato presso pescatorilocali. Nei viaggi in mare che propone, Beppe cucina per i suoi ospiti: la “gastronautica”diventa così un modo per esprimere parte delle sue origini, l’arte e la creatività e -ovviamente - l’immenso amore per il mare. Oltre al Mediterraneo, Beppe ha attraversatoanche l’Atlantico e sogna di arrivare via mare sia a New York che nell’isola di Tristan deCunha. Da sempre interessato alla storia della marineria, Beppe è un grande appassionato diabbigliamento nautico vintage e moderno; fin da bambino indossava una pidocchiera.Lucarda resta per lui un punto fermo, con cui condivide la passione per il mare, che - comeafferma - è la sua vita.

Bianca Viola, classe 1992, è una Genovese doc. In 30 anni il suo amore per il mare si èdeclinato in molti modi diversi: sulle barche a vela ha iniziato come ragazza alla pari, halavorato come marinaio ed è membro del comitato di regata per lo Yacht Club Italiano. MaBianca in barca ci ha anche vissuto! Per un paio di anni con un ex fidanzato velista. E’laureata in Giurisprudenza ed ha conseguito un Master in Management degli EventiCulturali. Oltre al mare, una grande passione è sempre stata la ceramica, che ha praticatoparallelamente ai suoi studi e lavori nelle varie città in cui ha vissuto: Genova, Venezia,Parigi, Innsbruck, Melbourne. Bianca indirizza i venti della sua vita in direzione di ciò cheama: durante la pandemia di coronavirus crea BuonVento, laboratorio di ceramica e dimarketing territoriale che è sintesi del suo amore per il mare e per la ceramica allo stessotempo. Ha scelto questo nome non solo per via delle iniziali BV ma anche perché “buonvento” è il saluto dei marinai, è l’augurio di puntare le vele verso un vento favorevole perandare a prendere ciò che si desidera. E Bianca nel suo laboratorio stimola gli altri a fare lostesso, a scavare nel profondo, ad esprimere le loro potenzialità. Allo stesso tempo, coneventi culturali e creazioni in ceramica, promuove il territorio e la città con il suo mare,mettendone in luce tutta la bellezza e la ricchezza.

Bruno, classe 1953, è Siciliano di nascita e Ligure di adozione. La passione per il mare era dicasa, visto che sia il padre che lo zio erano nostromo. Ha incominciato a navigare quandol’osservazione degli astri all’alba e al tramonto, così come del sole a mezzogiorno per fare ilpunto meridiana da trascrivere sul diario nautico, erano ancora un rito; la sua testimonianzaè preziosa e ricorda di un tempo in cui navigare significava coinvolgersi con l’elementonaturale in modi che oggi - dopo l’arrivo della tecnologia - non possiamo immaginare. Dopol’Accademia a Livorno come allievo ufficiale, segue la carriera nelle Mercantili - lavorandoanche per la Messina e la NAI - per poi approdare ai Rimorchiatori Riuniti - scelta che glipermette di rimanere più vicino a casa - dove trascorre tre decadi, diventando Comandante.Con i Rimorchiatori Riuniti ha lavorato sia in porto che in altura, arrivando a viaggiare intutto il mondo, e con maggior frequenza negli Stati Uniti e Nord Europa. Nella sua vita inmare, Bruno ha potuto osservare i moltissimi cambiamenti che hanno caratterizzato il mondodella nautica nel 900. Anche da Lucarda, dopo gli anni ’80/’90, non si acquistava più perlavoro: erano le compagnie stesse a fornire le attrezzature, comprese le divise, in conformitàcon la nuova legislazione. Come Bruno afferma, ciò che invece è rimasto immutato neglianni è il rapporto uomo-mare: il mare continua ad essere un grande maestro, del qualeoccorre avere sempre un certo timore e sopratutto un grande rispetto!

Carlo, classe 1954, proviene da una famiglia dove il mare si respirava già sia dal lato dimamma sia da quello di papà: tra nonni, bisnonni, zii e cugini, alcuni imbarcati altri conlavori sempre nell’ambito marittimo. La passione per il mare - presente in lui fin dapiccolissimo, nei sogni di diventare comandante - è stata influenzata anche dalla veduta delporto di Genova e del Golfo Ligure dalla finestra della casa di infanzia. Finita la maturitàdecide di andare all’Accademia Navale di Livorno. Si imbarca nella Marina Militare esuccessivamente intraprende gli studi di ingegneria navale che interrompe decidendo dipartire come ufficiale di coperta sulle Navi Mercantili arrivando fino a secondo ufficiale. Hanavigato su diverse compagnie dalle navi a carico misto dell’Italsider alle crociere Costanegli anni ’80, e poi ancora per la Adriatica di Navigazione. Carlo ha solcato diversi mari,oceani e anche fiumi! Dal Mediterraneo fino al Medio Oriente, in sud America da CapoHorn fino al suo cuore, percorrendo il Rio delle Amazzoni. Come spesso accade, il desideriodi rimanere più vicino agli affetti lo costringe a cercare lavoro a terra. Si dedica ai noleggidelle navi da carico, un mestiere sempre comunque legato al mare e alle navi. A fine anni ’90arriva una proposta da Monaco e decide di trasferirsi li dove resterà per quasi 25 anni. Il marerimane nella sua vita, come passione: ogni volta che può parte in barca a vela con qualcheamico, facendo qualche regata.

Gianmaria, classe 1991, è Toscano di San Vincenzo. Inizia ad andare per mare fin dall’età di 3anni insieme al padre, pescatore: è proprio lui che lo indirizza verso la professione dimarinaio, essendo però legato ad una visione della navigazione degli anni ’70 - periodoruggente che subirà successivamente un declino. Dopo gli studi al Nautico di Livornoincomincia a navigare prima sui passenger ferries poi sulle navi mercantili attraversandoquasi tutti i mari ed Oceani. Oggi, Gianmaria è Comandante in seconda e lavora su naviexpedition che navigano in posti remoti del pianeta come l’Antartide e l’Alaska. E’ la suaambizione e determinazione a permettergli di arrivare a lavorare anche nei mari più a Sud delpianeta, essendo uno degli unici Italiani imbarcati su questo tipo di navi. Dopo molti annilontano da casa in giro per il mondo, adesso desidera riavvicinarsi a casa, anche se ilpanorama Italiano non è - dal punto di vista del lavoro - stimolante come a livellointernazionale. E’ comunque sempre il mare a chiamarlo più di ogni altra cosa: seppur spintodalle esigenze familiari, dall’età e da altre circostanze a cercare un’altra collocazionelavorativa, non andrebbe mai a fare un lavoro sempre in ambito marittimo ma rinchiusodentro quattro mura; come afferma “a me non direbbe niente. Ho scelto questa professioneproprio per la libertà di andare in mare che mi viene data ogni volta”.

Gianni, classe 1948, Genovese ma con origini di Carloforte, è titolare della storica BottegaSteri in Sottoripa, di fronte al porto antico, che si occupa di chiavi e serrature. Si tratta di unpunto di riferimento della città di Genova, presente da più di 100 anni, e di una tradizione difamiglia: 4 generazioni si sono viste succedere nella gestione. Il negozio è legato al mare findalle origini: qui si realizzavano chiavi e serrature per i velieri e i transatlantici come laMichelangelo. E così anche Gianni, la passione per il mare - in parte di famiglia - la ha dasempre: per questo motivo ci vive e ci lavora. Era bambino quando incomincia con le primeuscite in barca. Più avanti nella vita riesce poi a trasformare anche questa passione in lavoro.A 35 anni ottiene l’abilitazione come comandante, ed oltre alla sua barca si dedica a quelle dialtri che porta sia in Mediterraneo che in Atlantico. Gianni è anche esaminatore dellacapitaneria, per patenti nautiche illimitate. La famiglia Steri continua a tramandarsitradizioni e passioni: la figlia è infatti anche lei marinaia, e oggi lavora principalmente aiCaraibi. Gianni ha trascorso una vita in mare e - con la sua bottega - affacciato sul porto,divenendo testimone dei diversi cambiamenti che hanno interessato la città ed in particolarmodo il centro storico. Come tutti i negozianti con alle spalle una forte tradizione edidentità, si batte per mantenere il valore di Sottoripa, missione che porta avanti insieme adaltri con il CIV Ripa Maris, di cui è presidente.

Giovanni CG, classe 1997, è originario di Genova. Il primo approccio con il mare è statonella riviera Ligure, a Chiavari, dove i genitori hanno una casa; all’età di 8 anni si avvicina perla prima volta al mondo della vela. Si addentra, insieme con la sorella, autonomamente nelmondo della navigazione, non avendo alle spalle una tradizione di famiglia in questo senso.Lavoricchia sulle barche fin da adolescente e durante gli studi, facendo anche regate d’altura.Finita la scuola si iscrive a Giurisprudenza, ma nel momento in cui arriva la proposta dilavorare come marinaio su un’imbarcazione da diporto, Giovanni non ci pensa due volte:lascia tutto per rincorrere la sua vera grande passione, la vela! Oggi Giovanni insegue ilsogno di diventare comandante, così come quello di fare il giro del mondo, attraverso quei“passaggi che un marinaio deve fare”: Capo Horn, Capo di Buona Speranza, l’OceanoIndiano… Nonostante i sogni lo portino in terre e mari lontani, la sua navigazione preferita èstata in occasione della Round Italy nel 2021, la tratta del cuore rimane la Costa Smeralda,così come casa “vera” è sempre Chiavari: un lupo di mare con le radici ben salde nella nostra bella Liguria!

Giovanni, fotografo - “l'età non la dico perché sono vanitoso” afferma - nasce a Napoli, doveimpara a navigare da ragazzino. Per quasi 30 anni vive e lavora a Roma, ma il suo cuoreappartiene alle Isole Eolie, tanto che come afferma, “appena potevo me ne scappavo nellamia isola sperduta, in mezzo ai vulcani”. Con il passare degli anni, la lontananza dal marediventa sempre più insopportabile e dal 2016 decide di trasferirsi a Lipari. Solo 2 minuti divespa lo separano dalla sua barca, un meraviglioso Sangermani del 1956. E in questadimensione trova la felicità. All’inizio Giovanni aveva paura del mare, per questo il mare èstato per lui un modo per superare i propri limiti. Sono le letture di diversi autori cheparlano del Mediterraneo ad accendere il desiderio di comprare una barca a vela. Oltre alMediterraneo ha navigato anche ai Caraibi, ma preferisce il nostro mare all’Oceano, che nonritiene affascinante allo stesso modo. Cita la frase che ripete sempre un suo amico, “non sipuò vivere dove non cresce l’ulivo” e confessa che per lui non si possa navigare in un maresulle cui coste non cresca l’ulivo. Ora che vive alle Eolie, Giovanni sogna una barca veloceche possa portarlo rapidamente in uno dei mille posti meravigliosi dell’arcipelago; ma infuturo forse ritornerà di nuovo alla vela, con una barca più tecnica che gli permetta lunghenavigazioni in solitaria. Il mare, dopotutto, è per Giovanni una collezione di possibilità,proprio come la vita.

Grazie per aver visitato la mostra digitale

Diari di Bordo di un secolo Lucarda