Storia della moda

Perché il Caban ci fa tanto innamorare? 

Se c’è un capo d’abbigliamento che sa unire utilità, stile e storia, quello è il caban (o peacot, o pea jacket, scegliete voi!). Il termine “pea jacket” sembra derivare dal vocabolo olandese pijjakker, usato per indicare un cappotto in lana spessa. Il nome caban invece è di origine francese, affine all’italiano “gabbana”, un largo cappotto con maniche e cappuccio, spesso foderato di pelliccia e usato nel medioevo dagli uomini di ogni classe sociale per difendersi dlle intemperie. Questo indumento si poteva rivoltare e indossare al rovescio, motivo per cui i miliari che disertavano l’esercito utilizzavano questo stratagemma per non essere riconosciuti durante la fuga ed essere così scambiati per cittadini comuni. Oplà, il termine “voltagabbana” è servito! 

La storia del caban affonda le radici nel mondo navale europeo. Intorno al XVII–XVIII secolo viene indossato dai marinai olandesi: il freddo, il vento, il sale, la necessità di muoversi agevolmente imponevano un cappotto robusto, caldo, che non ostacolasse i movimenti. 

Più tardi, verso la fine del XIX secolo, la Royal Navy britannica lo adotta formalmente per i sottufficiali. All’inizio del secolo successivo, questo cappotto viene adottato anche dalla Marina Statunitense e dalla Kaiserliche Marine (impero tedesco), con la nominazione Colani o Kulani.

Anche se nel tempo sono nate varianti e versioni più modaiole, il caban “originale” ha alcuni segni distintivi. Iniziamo dal tessuto: di lana pesante (in origine il melton) per proteggere dal freddo e dal vento, chiusura a doppiopetto con due file di bottoni per rinforzare e rendere maggiormente calda la parte sul davanti, ampio bavero che veniva solitamente alzato per ripararsi dal vento. In alcuni modelli davvero molto vintage si può ancora trovare una corda, “cordage”, che serviva per agganciare i baveri e dare maggiore protezione. 

Spesso si definisce il caban un “cappotto”, ma in realtà è più corto (arriva più o meno ai fianchi) per rendere più agevoli i movimenti di chi lo indossa. Ha due grandi tasche anteriori per riparare le mani o conservare oggetti e alcuni modelli hanno anche due tasche a taglio. 

Il fascino romantico che arriva dal mare

Col passare degli anni questo capo pratico ha guadagnato un fascino romantico a causa dell’ideale del mare, dei marinai, delle folk stories, del vento che soffia forte. E il cinema ha fatto il resto: attori come Robert Redford, Gregory Peck, Steve McQueen, Jack Nicholson lo hanno reso un simbolo di virilità discreta, stile marinaro, ma anche di avventura.  

La moda lo ha reinterpretato più volte: non solo nei classici blu navy o nero, ma anche in versioni più leggere o miste di tessuti, oppure colori nuovi. E da qualche anno è tornato protagonista nelle passerelle e nelle collezioni invernali, con richiami allo stile sailor o alla vita di mare come fonte d’ispirazione estetica. 

Dal mare alla Bottega

Potevamo esimerci dal proseguire la splendida storia del caban? Certo che no! 

In Bottega ne abbiamo diversi modelli, sia da donna che da uomo, sia francesi che inglesi, per provare ad accontentare tutti!