Uomo in mare!
Nell’ultimo articolo del magazine ci siamo ritrovati a passeggiare in una Genova molto diversa da quella attuale, in un periodo storico davvero lontano da noi. Abbiamo parlato di una stilista che ha cambiato la moda, il modo in cui le donne si approcciavano alla vita e alla società. Abbiamo visto donne che ballavano libere dal corsetto o che indossavano tessuti comodi come il jersey. Una stilista visionaria, il cui nome è noto a tutti, in grado di trasformare un indumento pensato esclusivamente come divisa in un fenomeno culturale e di costume: Gabrielle Chanel. Lo ha elevato a indumento per il tempo libero, lo ha reso femminile e noi di Lucarda dobbiamo ringraziarla davvero tanto, perché stiamo parlando della Marinière!
La maglietta a righe nasce in Francia nel XIX Secolo (precisamente nel 1858) quando un decreto ministeriale definisce la divisa degli equipaggi francesi: colletto alla marinara, una giubba, un paio di pantaloni a ponte, un caban (avremo anche una puntata dedicata a lui, non temete) e una maglia a righe. Le regole non si fermano alla divisa ma anche al numero di righe sulla maglietta e alla loro distanza: 21 righe orizzontali (blu su fondo bianco) larghe 20 mm per il busto e 15 mm per le maniche. Leggenda narra che il numero 21 sia un richiamo alle vittorie di Napoleone e che siano state usate sia perché un uomo in mare è più visibile con quel tipo di abbigliamento, sia perché le righe consentono di ridurre l’utilizzo del colore indaco, molto caro a quel tempo. La maglia è in cotone spesso o in lana, con maniche lunghe e vestibilità comoda, pensata per resistere al vento e all’umidità.
Se alla fine del 1800 il guardarba dei bambini attinge da quello dei marinai grazie allo sviluppo delle attività balneari, è solo negli anni ’20 che si consacra davvero la marinière: è proprio in questi anni che Coco Chanel omaggia questo capo con i suoi jersey rendendolo chic e moderno, rompendo totalmente le regole della moda borghese. Con il passare degli anni lo stile marinaro dilaga anche all’interno dell’arte e del jet-set con Pablo Picasso, Andy Warhol, Marilyn Monroe e tanti altri con indosso una marinière. Entra nei film della Nouvelle Vague, sfila in passerella e funge da collegamento tra la mascolinità dei marinai e l’identità omosessuale in alcuni film degli anni ’80, come Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder, film che ispira lo stilista Jean Paul Gautier che adotta la marinière come caposaldo del suo guardaroba e leitmotiv del suo design.
L’amore per questo capo supera i confini e arriva anche a Genova grazie al porto e al mare, ma con un nome leggermente diverso: Lucardine. Si, perché da quando abbiamo iniziato a produrle nei primi anni del ‘900, sono diventate la memoria storica del negozio. Scelte dai marinai italiani di numerose compagnie di navigazione, diventano parte dell’abbigliamento di tanti equipaggi che decidono di continuare la tradizione della marina mercantile grazie allo scollo a barchetta della maglia e con il dettaglio distivo dell’assenza di fronte e retro definiti. Non siamo cosi fiscali sul numero di righe o sui millimetri di distanza, ma sulla qualità si! Sono 100% cotone e prodotte in Italia!
